Paolo Borsellino quattordici anni dopo

Erano le 17 circa, un caldo pomeriggio domenicale d'estate…assopito sul
mio letto (allora non lavoravo ancora) con davanti agli occhi la copertina
di Repubblica del 24 maggio con scritto "Falcone Assassinato", ad un certo
punto sento dalla cucina il telegiornale flash che parla di un attentato a
Palermo. Mia madre viene in camera da letto dicendo "Sai chi hanno
ucciso?" ed io direttamente le rispondo "Borsellino"…
Fu un duro colpo, ma fu anche la spinta finale che diede a me, come al
popolo italiano, la volontà di lottare contro la mafia.
Paolo Borsellino era diverso da Giovanni Falcone, nati nello stesso
quartiere (lo stesso di Tommaso Buscetta), cresciuti insieme anche se con
un anno di differenza, frequentazioni politiche diverse ma che non hanno
influenzato il loro lavoro successivo, si ritrovano insieme nel pool
antimafia coordinato da Rocco Chinnici e lavorano giorno e notte per
portare a termine il maxiprocesso. Poi le loro strade si dividono di
nuovo, Falcone resta a Palermo mentre Borsellino va a Trapani, dove il suo
lavoro lo rende il secondo maggiore nemico della mafia.
Il lavoro che Falcone fece per creare la Superprocura antimafia portò,
dopo la strage di Capaci, Borsellino ad essere il candidato principale a
quel posto…
Il giudice Paolo Borsellino aveva fretta, fretta di portare a termine le
sue indagini, aveva scoperto chi aveva ucciso Falcone, aveva scoperto
troppe cose ed anche per questo Cosa Nostra non ha atteso molto prima di
ucciderlo, solo cinquantasette giorni.
A quattordici anni di distanza il nome di Paolo Borsellino, che è stato
oggetto di strumentalizzazioni da parte delle forze politiche della
destra, torna prepotentemente alla ribalta.
Grazie tutto questo alla capacità di una grande donna che, con la sua
modestia ed umiltà, ma anche grande forza e volontà di lottare, ha reso la
vita e sta rendendo la vita molto difficile a Cosa Nostra oggi,
rappresentata da alcuni esponenti politici siciliani.
Noi in questa donna abbiamo creduto sempre, fin da quando ha creato
Libera, insieme al mio amico Leandro Limoccia, insieme a don Luigi Ciotti,
e nel corso della meravigliosa esperienza della Carovana Antimafia, fino a
quando, lo scorso anno, ha deciso di candidarsi alle primarie che
avrebbero deciso il candidato da opporre a Salvatore Cuffaro nelle
elezioni amministrative del 28 maggio scorso.
Rita ha perso le elezioni, ma non è stata sconfitta, ha, da sola,
costretto Cuffaro a diverse valutazioni sulla politica da tenere in
Sicilia, ha creato una speranza nei Siciliani.
Ed è con questa speranza nel cuore che noi oggi ricordiamo e commemoriamo
la strage di via Mariano d'Amelio, la morte del giudice Paolo Borsellino e
degli agenti della sua scorta.
Il nostro saluto va quindi a Rita Borsellino, ad Agnese Piraino Leto, e ai
figli Manfredi, Lucia e Fiammetta.
Quattordici anni dopo non abbiamo perso la speranza e Paolo è qui vicino e
lotta insieme a noi.
Ettore LOmaglio Silvestri

Paolo Borsellino quattordici anni dopoultima modifica: 2006-07-19T16:12:05+02:00da proc.antimafia
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9 pensieri su “Paolo Borsellino quattordici anni dopo

  1. invece di cercare idioti e banali affaristi dovreste consigliare le autorità a sorvegliare gli uffici pubblici che hanno la cura del territorio. Gli uffici impegnati nella regolamentazion e e tutela dell’urbanisti ca sono i veri focolai della prevaricazione e quindi della mafia. Bisogna mettere poi nel calderone leggi ignobili che sono state approvate da parlamenti di incompetenti che ignorano le leggi di sviluppo della società capitalitsica. A Catania, ad esempio, ho chiesto all’agenzia del demanio marittimo perchè non interviene a tutela del Gorfetto di Ognina, occupato in gran parte dall’attività commerciale di una famiglia che vende barche e motori. Ebbene, nessuno ancora è intervenuto e credo nessuno interverrà.La sinistra, in questi casi, nicchia e fa finta di non vedere.

  2. -PER NON DIMENTICARE-
    Non ci devono essere anni senza memoria!

    Sono passati 15 anni da
    quella domenica 19 luglio, quando alle 16.57, esplose in Via d’Amelio (Palermo) un’autobomba che provocò la morte del giudice magistrato Paolo Emanuele Borsellino (procuratore aggiunto al Palazzo di Giustizia di Palermo) e dei suoi 5 agenti di scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vicenzo Li Muli, Claudio Traiana e Eddie Walter Cosina.
    15 anni in cui la lotta alla mafia è molto cambiata, se non quasi dimenticata, non esiste più il lavoro in pool di Paolo Emanuele Borsellino e del suo collega Giovanni Falcone (morto il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci, con la moglie e gli agenti di scorta); come non esiste più il loro metodo di indagine e il loro ricordo.
    Oggi, dopo 15 anni, sembra che il lavoro di questi 2 magistrati non sia mai esistito, come il loro ricordo: entrambi sepolti sotto metri di terra e cancellati dalla memoria della maggior parte degli italiani… Mi chiedo, quindi, il loro sacrificio è stato inutile?
    Sembra di si… ora secondo voi; è giusto dimenticarsi di 2 ottimi magistrati, ma prima di tutto 2 uomini, che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la mafia, per liberare la loro bellissima e disgraziata terra di Sicilia, dal fenomeno mafioso? Due uomini abbandonati e “traditi” dallo Stato che hanno sempre difeso e, mandati a morire da quest’ultimo, per mano della stessa mafia che stavano combattendo.
    E’ giusto dimenticarsi di questo??
    No, non lo è. Non ci possiamo dimenticare di Falcone e di Borsellino, del loro sacrificio e soprattutto l’impegno nella lotta alla mafia! Fingendo, forse per paura o perché non si vuole ricordare, che tutto questo non sia successo… E’ successo, invece e, dobbiamo ricordarlo, continuando la lotta contro la mafia da dove i 2 giudici l’hanno lasciata; civilizzando le persone riguardo al fenomeno mafioso e da parte dello stato sostituire la mafia nelle cose che non riesce a fare.
    Abbiamo il dovere di non “esiliare” la memoria di Paolo e Giovanni, com’ è successo loro in vita: si sono trovati da SOLI in un gioco troppo grande e crudele.
    Bisogna continuare la loro opera con la consapevolezza che la mafia esiste e può essere sconfitta!
    Dobbiamo farlo in onore di 2 grandi magistrati: Giovanni Falcone e Paolo Emanuele Borsellino.

    Questo articolo serve per ricordare all’Italia che 15 anni fa il 19 luglio 1992 Paolo Emanuele Borsellino è morto per mano mafiosa, nella strage di Via d’Amelio; seguendo lo stesso tragico destino toccato a Giovanni Falcone, 57 giorni prima, il 23 maggio1992, nella strage di Capaci.

    Entrambi i magistrati hanno lottato contro la mafia anche quando lo stato li ha isolati bollandoli come: ANOMALIA PALERMITANA.
    Giulia

  3. brano in dialetto siciliano dedicato ai giudici Falcone e Borsellino. Presentato a telethon su RAI 1.
    Oh terra mia
    di A. Avarello – A. Messina
    Ed. Mus. L’Apriliana

    Lu suli quannu spunta la matina
    risveglia sta terra china di dulura
    ‘na lunga jurnata cca cumincia ora
    ppi li garzuna è sempre ‘cchiù tristi e amara
    ma chistu è lu distinu di sta terra mia
    ca figli assai ni sfurna e di tutti culura
    ladri, pueti, santi e lazzaruna
    ma tutti stannu sutta li patruna
    Terra, terra, terra oh terra mia
    pirchi nni duni sempre lutti e dulura
    salva sti figli di sta malavia
    duna la paci a li poviri criatura
    Terra, oh terra mia
    Nun ni lassari suli m’iezzu na via
    Salvaci a tutti di sta malavia
    Duna la paci a li poveri criatura

    Tanti persuni, onesti ‘na bona matina,
    comu, li vespri siculi si ribbellaru
    purtannu n’tribunali mafia e putiri
    ccu la speranza di putirini cuitari

    Terra, terra, terra, oh terra mia
    Sta libertà nni costa lutti e dulura
    Di gente onesta e di magistratura
    ppi dari paci a sti poveri criatura

    Terra, oh terra mia
    Cangiammo vita senza avir paura
    Siemmu ormai tutti nni la giusta via
    Ppi aviri paci sti poveri creatura

    Terra oh terra mia
    Terra oh terra mia…….
    Categoria: Musica
    Tag:
    musica dialetto siciliano avarello de teppisti palermo mafia il padrino corleone falcone borsellino blu notte ballarò

  4. brano in dialetto siciliano dedicato ai giudici Falcone e Borsellino. Presentato a telethon su RAI 1.
    Oh terra mia
    di A. Avarello – A. Messina
    Ed. Mus. L’Apriliana

    Lu suli quannu spunta la matina
    risveglia sta terra china di dulura
    ‘na lunga jurnata cca cumincia ora
    ppi li garzuna è sempre ‘cchiù tristi e amara
    ma chistu è lu distinu di sta terra mia
    ca figli assai ni sfurna e di tutti culura
    ladri, pueti, santi e lazzaruna
    ma tutti stannu sutta li patruna
    Terra, terra, terra oh terra mia
    pirchi nni duni sempre lutti e dulura
    salva sti figli di sta malavia
    duna la paci a li poviri criatura
    Terra, oh terra mia
    Nun ni lassari suli m’iezzu na via
    Salvaci a tutti di sta malavia
    Duna la paci a li poveri criatura

    Tanti persuni, onesti ‘na bona matina,
    comu, li vespri siculi si ribbellaru
    purtannu n’tribunali mafia e putiri
    ccu la speranza di putirini cuitari

    Terra, terra, terra, oh terra mia
    Sta libertà nni costa lutti e dulura
    Di gente onesta e di magistratura
    ppi dari paci a sti poveri criatura

    Terra, oh terra mia
    Cangiammo vita senza avir paura
    Siemmu ormai tutti nni la giusta via
    Ppi aviri paci sti poveri creatura

    Terra oh terra mia
    Terra oh terra mia…….
    Categoria: Musica
    Tag:
    musica dialetto siciliano avarello de teppisti palermo mafia il padrino corleone falcone borsellino blu notte ballarò

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