La mafia è bianca su SKY!!!!

VENERDI 19 LUGLIO
SU SKY CINEMA AUTORE
ALLE ORE 21,30

ANDRA' IN ONDA

LA MAFIA è BIANCA

DI STEFANO MARIA BIANCHI E ALBERTO NERAZZINI

La mafia è bianca su SKY!!!!ultima modifica: 2006-07-17T17:40:46+02:00da proc.antimafia
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6 pensieri su “La mafia è bianca su SKY!!!!

  1. da http://domenico -schietti.blogsp ot.com/2006/12/i l-primo-esemplar e-di-motore-di.h tml

    Un importante testimonianza raccolta alcuni mesi fa che aiuta a capire come lavorano i nemici dell’umanità

    Avendo lavorato in modo inconscio per i nemici dell’umanità più o meno so come funzionano alcuni meccanismi attraverso cui viene controllata la società. Nel caso di persone come Schietti nel momento in cui entrano in contatto con qualcuno, viene avvertito un loro uomo che agisce nel settore di esistenza che a sua volta contatta la persona in questione e gli fornisce dati ai quali non sa dare spiegazioni che lo mettono in conflitto esistenziale ( per esempio che la persona è un ex carcerato che aveva ammazzato due persone, oppure che è un truffatore che estorce denaro).
    Questo avviene perchè i nemici dell’umanità, uso il termine schiettista, non abituano ad usare il sistema scientifico esperimentale. Per esempio un insegnante a scuola trasmette la conoscenza ed insieme a migliaia di dati giusti facilmente verificabili (2+2 fa 4, poi la parola scritta “casa” che coincide con la parola intesa come suono “casa”, l’aria del triangolo base per altezza diviso due e così con migliaia di altre
    informazioni giuste) finchè ad uno studente sembra scontato che tutto quello che insegnano
    sia giusto e non mette più in discussione quello che gli viene insegnato. Verso la terza elementare cominciano a venire insegnate falsità assurde che non sono più verificabili in nessun modo. E procedendo gli studi aumentano in maniera esponenziali i dati che bisogna imparare mnemonicamente senza che possano essere verificati. Miliardi di presunte conoscenze sulle quali la mente non compie lavoro critico e che vengono accettate con il FAMOSO METODO: PAROLA DI DIO. Il metodo parola di Dio consiste in questa cosa, una persona accreditata con lauree, titoli, posizioni di prestigio, riconoscimenti internazionali e folta schiera di proseliti, afferma degli studi o dei semplici dati, a cui viene dato grande risalto senza nessun retroaccertamen to. E tutti credono a cose senza senso. Per dirne una famosa di tanto tempo fa, si credeva che la terra fosse piatta, e tutti lo asserivano convinti, ma nessuno aveva una prova che fosse piatta, eppure guardando l’orizzonte al mare si vedeva chiaramente la sfericità del globo
    e sin dai tempi dei fenici, dei greci e degli egizi, si sapeva che la terra fosse rotonda ed era conosciuto il diametro della sfera terrestre, l’asse di inclinazione e la velocità di rotazione.
    Quindi ci soo due metodi di azione. In casi estremi entra in azione il loro uomo nel settore esistenziale di sua competenza, in casi più semplici agiscono attraverso schemi mentali che impartiscono a scuola o
    in televisione o nelle varie chiese di ogni parte del mondo. Gli schiettisti direbbero l’ideologia diffusa con la propaganda. Sta di fato che tantissimi in buona fede, in base a convinzioni morali di tipo dogmatico, non riescono a ragionare e capire e danno per scontato che le cose in un certo modo siano in un modo definito e non possano essere
    diversamente. Per impedire l’amore, per esempio, varie volte sono stato direttamente chiamato ad agire inculcando facilmente in donne il tarlo della pazzia intesa in senso negativo. Infatti un maschio che ama in genere si comporta da folle ed è facile far credere ad una donna che sia un pazzo e non un innamorato, impedendo in questo modo che l’amore si potesse dare per vie semplici e naturali e quindi succedesse che le donne per paura di accoppiarsi con folli malgiudicati socialmente scegliessero persone predisposte all’odio invece che all’amore, creando grandi crisi alla base sociale a livello esistenziale. Per fare questo percepivo un lauto stipendio senza però sapere per chi lavorassi effettivamente e quale fosse lo scopo reale delle mie azioni. Spesso in ambiti di riunioni mi veniva data una parola segreta attraverso la quale riconoscere altri nemici dell’umanità in modo da sostenere ed approvare qualsiasi cosa dicessero ed ostacolare invece tutti gli altri anche se le cose sostenute dai nemici dell’umanità erano evidentemente false. Pensavo di agire per il bene poi mi accorsi di lavorare per i nemici dell’umanità

  2. 3 gennaio 2007

    «Buonasera, produco olio». Invece è il figlio del boss
    La denuncia di due sorelle francesi: scoprono il rampollo Di Caro, da allora sono minacciate
    di Marzio Tristano
    Il figlio del boss è un ragazzo dai modi gentili, italiano perfetto e una copertura ideale: produttore di olio d’oliva biologico. Voleva fare il gran salto nella buona società internazionale ed aveva trovato il trampolino adatto: la società di produzione di eventi artistici di Selene e Maureen de Condat, sorelle francesi residenti a Palermo che curano l’immagine del grande coreografo francese Maurice Bejard. Nel 2004 avevano organizzato il tour “Sulle tracce del Gattopardo”, su incarico della fondazione Irish georgian society di Desmond Guinness, il re delle birre, che tutela il patrimonio architettonico dei giardini nel mondo; un viaggio che avrebbe portato in Sicilia un gruppo di 40 mecenati americani, tra i quali John Harbin, chairman della società petroliera per la quale ha lavorato il vice-presidente americano Dick Cheney, per visitare ville e feudi nobiliari. Tra queste anche Cuccavecchia, la tenuta di Canicattì del boss Calogero “Lillo” Di Caro, potente capo della mafia agrigentina, amico del boss Pippo Calò, l’uomo della strage del rapido 904 del dicembre ’84, con buoni agganci nella politica siciliana; ma proprio all’ultimo momento, a depliant stampati, alle ragazze arriva una “soffiata”: «Attente alle gaffe, guardate che quelli sono i figli di un mafioso».
    La tappa di Cuccavecchia viene così precipitosament e disdetta, giusto in tempo: il proprietario della tenuta, Di Caro, oggetto di indagine proprio in quei giorni, finisce in carcere per associazione mafiosa e la tenuta viene sequestrata dalla procura di Palermo per mafia. In coincidenza con i guai giudiziari per i mafiosi, arrivano le prime minacce per le due sorelle, tutte raccontate agli investigatori della squadra mobile che sull’episodio hanno aperto un fascicolo di indagine. Segnali consueti a Palermo di «intimidazioni ambientali»: prima un uomo incrociandole per strada le ha sussurrato «siete finite». Poi hanno ricevuto una lettera di insulti e minacce di morte, in seguito si sono presentati a casa due misteriosi fattorini con una cassa di vino che nessuno aveva ordinato e quando hanno incontrato un vicino che ha rivolto loro qualche domanda sono scappati. A fine giugno scorso, infine, mentre erano a Parigi, una telefonata le ha avvertite che la serratura di casa era stata scassinata e che qualcuno era entrato nell’appartame nto.
    Selene de Condat, 30 anni, occhi neri, è la manager, la sorella Maureen, più minuta, è addetta alle public relations: sono figlie di Daniell, antropologa e consulente della giunta Orlando e componente della consulta europea del nomadismo. Non ci hanno pensato un momento a denunciare tutto. Quella che hanno messo a verbale una mattina di aprile negli uffici della Mobile è una storia di mafia, nobili gattopardi e buona borghesia palermitana, da sempre sedotta da potere e miliardi, segni caratteristici di nuovi e vecchi boss.
    Ma chi è Calogero Di Caro? Capo della mafia in provincia di Agrigento fino al suo arresto, avvenuto due anni fa nell’operazion e “Alta mafia”, Lillo Di Caro è uno dei boss storici di Cosa Nostra della Sicilia occidentale. Riuscì a sopravvivere all’offensiva della Stidda che gli uccise lo zio, il boss Giuseppe, ed egli stesso porta i segni sotto l’occhio destro di un colpo di pistola che gli “stiddari” Giuseppe Grassonelli e Giovanni Avarello gli spararono nel marzo ’91 tentando di ucciderlo. Sopravvissuto all’agguato, Di Caro si ritirò nella sua tenuta coltivando rapporti politici con l’on. Vincenzo Lo Giudice (Udc) arrestato con lui nell’operazion e Alta mafia, e seguendo amorevolmente la scalata sociale dei figli. «Senza vergogna e con orrore – prosegue Maureen – possiamo dire di essere state utilizzate come ponte verso l’alta società europea».
    Dopo il rifiuto di inserire Cuccavecchia nel tour, dagli amici comuni sono arrivate poche e nascoste solidarietà e molti rimbrotti: ma chi ve l’ha fatto fare? «In parecchi nei salotti cosiddetti “bene” – raccontano Selene e Maureen – ci hanno detto che questi non erano argomenti di cui parlare, e che le persone andavano frequentate senza andare tanto per il sottile sull’origine delle proprie fortune». Il racconto delle de Condat apre una finestra sul mondo dorato dei salotti palermitani, frequentati da chi, «dopo avere manifestato per le vittime di mafia la mattina, la sera fa baldoria insieme a chi spende migliaia di euro, molto probabilmente sporchi di sangue. Ho conosciuto i Di Caro ad una festa privata a palazzo Asmundo anni fa – racconta Maureen – il loro commercialista era un mio conoscente e me li ha presentati come famosi produttori d’olio d’oliva. Un savoir faire indiscutibile. Come potevo immaginare che i figli di un boss fossero riveriti da nobili e professionisti di una città martire come Palermo?».
    In quel periodo le due sorelle stavano organizzando il tour, l’obbiettivo era quello di far conoscere alcune residenze nobiliari palermitane ai facoltosi soci della fondazione. Ville e casali dei nomi più noti: il 28 marzo 2004 cena a palazzo Lanza Tomasi, il 29 marzo a casa della famiglia Martorana, il 30 dagli Spedalotto a Bagheria, il 31 dai Tasca d’Almerita e da Alliata nel palazzo Pietratagliata. Il 1 aprile da Vanni Calvello, l’ultimo giorno a Villa Niscemi e la sera a palazzo Ganci da Carinne Vanni Calvello. Ora Maureen e Selene sono andate via da Palermo: «Non vogliamo più vivere in Sicilia, in una città dove il riciclaggio di patrimoni giganteschi non è da non condannare neanche eticamente. L’antimafia non è un’etichetta: bisogna far seguire alle parole di condanna i fatti».
    http://www.unita.it
    segreteria@unit a.it

  3. Sono passati ormai 16 anni da quando collaborai con la giustizia in uno dei maggiori processi di mafia celebratosi parte a Torino e parte praticamente in tutti i maggiori tribunali italiani.
    Con molta umiltà, e consapevole della mia posizione “scomoda”, non essendo io mafioso dentro ma coinvolto in vicende di mafia quale imprenditore, vorrei esprimere in questo blog alcune mie personali opinioni derivanti dall’esperienza vissuta.
    Tanto si è parlato di pentiti e del ruolo da loro svolto nella lotta alla mafia.
    Ma che fine fanno i collaboratori di giustizia quando hanno esaurito il loro ruolo?
    Godono sicuramente di privilegi nel computo delle pene da scontare e hanno appannaggi economici di qualche tipo.
    La maggior pare ritorna delinquere.
    Nei fatti ultimamente non si sentono notizie di vendette ne dirette ne trasverrsali nei confroni dei collaboratori di giustizia.
    Probabilmente la mafia utilizza questo strumento e indirizzare l’attività della magistratura in un senso o nell’altro.
    In sostanza anche i pentiti sono diventati strumento di vendetta per lecosche.
    Sarebbe interessante, almeno dal punto di vista storico, codificare e ascoltare il racconto di vita vissuta di coloro che hanno fatto una scelta difficile e complessa come quella di collaborare con la giustizia.

    Poche righe umili e tranquille per dare disponibilità al dialogo, per avere la possibilità a distanza di anni con una nuova vita tranquilla e nel pieno dela legalità di potersi confrontare con i tanti che scrivono di mafia e esprimono concetti e valutazioni, sicuramente rispettabili, ma che a volte fanno sorridere chi ha vissuto certi fatti dll’interno e a fatica con anni di sacrifici si è svincolato da una piovra terribile quale è l’associazione di stampo mafioso.

  4. Si tratta di un complotto globale, è spiegato benissimo su questo sito http://domenico-schietti.blogspot.com/2009/10/la-storia-del-potere-in-base-al.html

    Sono tutti d’accordo a boicottare la Serpentina di Schietti ( vedi http://domenico-schietti.blogspot.com ) e quindi si tratta di un complotto per cambiare il clima, causare povertà e alimentare l’odio tra i popoli per generare guerre.

    Non è difficile da capire, se scoppia una guerra aumentano le richieste di fucili, cannoni, missili, aerei e bombe. I produttori di armi hanno interesse che i popoli litighino fra loro e quindi pagano agenti provocatori.

    Se cresce la povertà aumenta il numero dei ladri quindi aumentano le spese per la polizia, i controlli, i sistemi di sicurezza, le prigioni e la giustizia. Chi dovrebbe combattere la malvivenza in realtà ha interesse che ce ne sia sempre di più e quindi paga agenti per creare disordini e crisi economiche.

    Se crescono i consumi di energia aumentano gli introiti per i produttori di petrolio, uranio, carbone, che quindi boicottano l’energia pulita pagando agenti appositi che promuovano l’utilizzo del loro prodotto a danno di quello degli altri.

    Se vengono costruite grandi opere ci saranno grandi affari per i costruttori edili al punto che ne vorranno sempre di più grandi e inutili pagando agenti perchè pubblicizzino l’utilità di opere costosissime.

    I poteri occulti spesso sono aziende che hanno convenienza quando aumentano i problemi e quindi che si sono unite per creare un governo mondiale ombra e una fitta rete di agenti incaricati di creare il caos in tutto il mondo per causare guerra, povertà, cambiamento climatico.

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