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Mafia. Cuffaro e Romano accusati anche di corruzione

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Totò Cuffaro presidente Regione Sicilia
Il presidente della regione Sicilia Salvatore Cuffaro

Palermo, 27 giugno 2003
Per una presunta tangente che avrebbe ricevuto da un imprenditore all' epoca in cui era ancora deputato regionale, il Governatore dell' Isola, Salvatore Cuffaro, è accusato anche di corruzione oltre che di concorso in associazione mafiosa. 
  
Il terremoto giudiziario che ha colpito Palazzo d'Orleans, sede del governo regionale, non si placa. Ulteriori scossoni arrivano dagli interrogatori che si sono svolti oggi in carcere, in particolare dopo quello del medico ed ex assessore comunale Domenico Miceli (Udc), arrestato per concorso in associazione mafiosa. 
  
Il politico, sostenuto da Cuffaro alle elezioni regionali, non nega di sapere chi era il boss Giuseppe Guttadauro, condannato con sentenza definitiva per mafia. Miceli nel momento in cui andava nella sua casa sapeva chi aveva davanti.

Rispondendo alle domande del gip, il medico non ha escluso che Guttadauro parlasse con lui di affari e politica perche' sapeva che le sue parole sarebbero state riferite al presidente della Regione. L' ex amministratore ha sottolineato che non vi era alcun collegamento diretto fra il boss e il governatore ed ha poi spiegato che in realta' ci sono state occasioni in cui dopo aver discusso con Guttadauro ha parlato con Cuffaro, da cui era legato da una forte amicizia. 
  
Dopo l' interrogatorio che si svolgerà in procura martedì, Cuffaro si dice pronto per presentarsi davanti al parlamento siciliano e per questo ha chiesto al presidente dell' Asssemblea regionale siciliana, Guido Lo Porto di convocare una seduta per comunicare le sue decisioni ai deputati. 
  
L' accusa di corruzione coinvolge anche il parlamentare nazionale Saverio Romano (Udc), anche lui indagato per concorso in associazione mafiosa. Romano e Cuffaro avrebbero ricevuto, secondo gli inquirenti, una tangente da un imprenditore per 'oleare' la macchina burocratica regionale. Fatti che si riferiscono al periodo in cui Cuffaro era deputato regionale e Romano il suo collaboratore. 
  
Per ora solo Rifondazione comunista e Udeur chiedono le dimissioni di Cuffaro. Il segretario regionale dei Democratici di Sinistra della Sicilia, Antonello Cracolici, dice: "Le prime indiscrezioni sugli interrogatori degli arrestati sembrano confermare un inquietante e strutturato intreccio fra la mafia e pezzi dell' attuale sistema politico-istituzionale". 
  
Il Governatore intanto continua a ricevere attestati di stima e solidarietà. Il ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia, ha espresso "solidarietà personale e politica", così ha fatto il presidente dei senatori dell' Udc, Francesco D' Onofrio. Il vice ministro dell' Economia Gianfranco Micciché gli augura "che questa brutta vicenda finisca presto e che Totò abbia il coraggio di affrontarla con serenità e con la certezza che gli siamo tutti vicini. Sulla giustizia italiana -. conclude – non faccio più commenti: ne ho assoluto rispetto come istituzione, ma ne temo fortemente l'utilizzo che se ne fa". 
  
Per il sottosegretario all' Interno, Alfredo Mantovano, "bisogna sempre evitare di mettere in piedi processi paralleli quando c' è soltanto un avviso di garanzia". "Piena e incondizionata solidarietà" arriva anche dal senatore Melchiorre Cirami (Udc). E la segreteria dell' Udc "ancora una volta, desidera esprimere a Totò Cuffaro e Saverio Romano la solidarietà affettuosa e convinta di tutto il partito, a partire dal segretario".

Dal sito www.rainews.itultima modifica: 2006-06-02T16:02:43+02:00da proc.antimafia
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2 pensieri su “Dal sito www.rainews.it

  1. Avvocato Giuseppe MASSIMO Via Mulini n. 7 – 22015 GRAVEDONA ed U. (CO)
    Tel.- Fax 0344 89436 – 338 2167 524-

    URGENTISSIMO

    Rainews24 – Rai.it

    Gravedona ed Uniti, 13.10.2011

    Ho sentito Cicchito l’11.10.11 replicare attestando che la Costit. all’art. 94 comma 4 afferma «Il voto contrario di una o di entrambe le camere su una proposta del governo, non importa l’obbligo di dimissioni»: ignorando che l’art. 81 afferma, nello specifico «Le camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo».
    Tale inconfondibile rendiconto dell’operato del governo l’11.11.2011 è stato bocciato, ma l’eccellenza Cicchito addirittura ne vuole presentare altro ex novo.
    Se avesse capito quanto letto avrebbe intravisto l’enorme differenza al suo affermato non «obbligo di dimissioni». Le quali si riferiscono a «una proposta del governo» e non a un atto chiuso e ufficializzato definitivamente anche dall’esito della votazione negativa di ieri! Per lo stesso motivo non ha capito che il disposto dell’art. 94, per contro, dispone che in tutti gli altri casi «importa l’obbligo di dimissioni»!
    E la stessa imperfezione è stata fatta interpvistando oggi ore 11,30 un Vs collega.
    La ossequio e invio distinti saluti
    Giuseppe Massimo

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