L’Associazione di tipo mafioso – Capitolo Settimo

CAPITOLO SETTIMO

 

L'evoluzione dell'art. 416 presente nell'art. 416bis.

 


§ 1. L'art. 416 del codice penale prevede la fattispecie delittuosa dell'associazione per delinquere. Individuiamo le seguenti diffidenze con il 416bis:
         nell'elemento oggettivo manca quella caratteristica dell'associazione mafiosa che è la forza di intimidazione del vincolo associativo, e la condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva;


         nell'elemento soggettivo riscontriamo un aumento di pena per le associazioni composte di dieci o più elementi (comma 5);


         nello scopo individuiamo la generica definizione di commissione di più delitti, ovviamente molto più specifica nel 416bis (comma 1);


         nella pena individuiamo, nel secondo comma, la reclusione da uno a cinque anni, con l'aggravante generica della promozione, direzione ed organizzazione che la porta da tre a sette anni;


         nell'aggravante specifica dell'associazione armata (comma 4) prevista come scorreria in armi per campagne o pubbliche vie, e non come mera disponibilità di armi o esplosivi, la pena viene portata alla reclusione da cinque a quindici anni.


 


§ 2. L'associazione per delinquere è realtà delittuosa molto più semplice rispetto a quella mafiosa. Essa, infatti, non prevede particolari caratteristiche oggettive, ma soltanto la mera commisisone di delitti, da parte di persone unite per tale scopo, non da particolari vincoli che toccano la sfera dell'interiorità, come quelli della mafia, ma soltanto dalla finalità oggettiva di delinquere.
In tale fattispecie sono compresi il banditismo, la delinquenza a basso livello di organizzazione, le organizzazioni di spacciatori di stupefacenti non mafiose.


Un'associazione per delinquere semplice non ha bisogno di particolari vincoli di sangue, essa richiede soltanto che si collabori per ottenere un vantaggio da un fatto delittuoso. Manca appunto forza di intimidazione, così come intesa nel 416bis, in essa l'intimidazione non è a monte, non è un fatto sociale, dovuto a visioni della realtà siciliana, ma è la semplice intimidazione derivante dall'evento delittuoso, si ferma nel momento in cui non riesce a diventare fatto di coscienza. E' molto più facile che qualcuno parli di un delitto di meri delinquenti, che di un delitto mafioso, l'omertà è più leggera, è vista come un qualcosa che disturba sporadicamente la società, non come un qualcosa con cui si vive in contiguità, accettando i delitti e le sopraffazioni.


Ed è anche più facile da combattere, non essendo appunto radicata nella società, anzi essendo spesso rifiutata.


L'art. 416bis, però, fa rientrare nella fattispecie dell'associazione di tipo mafioso anche la camorra e le altre associazioni comunque localmente denominate. Quindi bisogna anche distinguere dalla mera associazione per delinquere tutte le associazioni, non chiamate mafiose, ma che hanno la stessa caratteristica oggettiva della mafia.


 


§ 3. Per quanto riguarda l'elemento soggettivo rileviamo soltanto come si sia voluto punire quelle associazioni per delinquere semplici che tendano ad aumentare la loro organizzazione, ritenendo che il punto di divisione venisse posto a dieci elementi. L'associazione di tipo mafioso è ritenuta comunque un fatto grave anche se composta da tre elementi. Mentre la mera associazione per delinquere aumenta la sua gravità dopo aver superato i dieci componenti. Ma la proporzionalità tra gravità del reato e gravità della pena non è esattamente indicata, in quanto la nomra prevede il semplice aumento non quantificato.


 


§ 4. Lo scopo di commettere delitti come definito dall'art. 416, è molto più comprensivo di quello previsto nel 416bis, in quanto comprende la generica categoria dei delitti, e tutti questi sotto un'unica espressione. Importante anche è osservare che si considera la commissione di più delitti e non di uno solo, quindi non dovrebbe essere associazione per delinquere quella costituita per commettere un singolo delitto. Quindi prevale ancora l'elemento organizzativo, non finalizzato al momentum delicti, ma alla ben più grave previsio delinquendi, cioè non al momento di commettere un singolo delitto, senza strumentalità, ma alla più grave previsione di commettere una serie di delitti strumentali alla sussistenza della stessa associazione per delinquere.


L'associazione di tipo mafioso supera questo elemento in quanto comunque costituita in funzione della strumentalità del delitto all'esistenza dell'associazione stessa, ed addirittura alla sua tutela.


 


§ 5. La pena è ovviamente più ridotta rispetto a quella dell'associazione mafiosa, in quanto a compiere un'associazione per delinquere si richiede minore organizzazione, e la sua aggravante specifica della scorreria in armi per campagne o pubbliche vie è tipica del banditismo, o delle bande terroristiche, quindi non presente nell'associazione mafiosa. Questa infatti richiede semplicemente la presenza o la disponibilità di queste armi. Spostando quindi il momento molto più indietro rispetto all'associazione per delinquere, che comunque si vede punita in maniera grave, similmente al promotore, organizzatore o dirigente l'associazione mafiosa che detiene armi (art. 416bis commi 2° e 4°).


 


 


 


 


 


 


 


 

 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Bibliografia

 
 

1)      Codice penale e di procedura penale Ed. Simone 1993


2)      Codice civile e di procedura civile Ed. Simone 1992


3)      Mafia l'atto d'accusa dei giudici di Palermo  Editori Riuniti 1984


4)      Giovanni FALCONE, Cose di Cosa Nostra, Rizzoli 1992


5)      Luciano BETTIOL, Diritto Penale


6)      Ferrando MANTOVANI, Diritto Penale


7)      Mafia e Politica, Relazione del 6 aprile 1992 della Commisione Parlamentare Antimafia presieduta dall'On.le Luciano Violante


8)      Luca ROSSI, Arrivederci Mafia, Mondadori 1986


9)      Mauro MELLINI, Il giudice e il pentito, Sugarco Edizioni 1986


10)  Marco NESE, Nel segno della mafia, Storia di Luciano Liggio, Rizzoli 1975


11)  Pino ARLACCHI, La mafia imprenditrice, Il Mulino 1983


12)  Francesco LA LICATA, Storia di Giovanni Falcone, Rizzoli 1993


13)  Leoluca ORLANDO, Palermo, Mondadori 1993


14)  AA.VV. Processo Penale e Criminalità Organizzata, Laterza 1993


15)  Dossier Andreotti, Richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del Senatore Giulio Andreotti, Documenti Panorama 1993


16)  AA.VV. Problemi attuali di diritto pubblico, Cacucci 1990


17)  Alfredo GALASSO, La mafia politica, Baldini & Castoldi 1993


18)  Camorra, Relazione della Commissione Parlamentare Antimafia


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Grazie alla Polizia di Stato!


Grazie ai Carabinieri!


Grazie alla Guardia di Finanza!


Grazie alla Magistratura!


Grazie a tutti coloro che quotidianamente combattono la criminalità organizzata, anche a coloro che la subiscono ma che non tacciono.


 

Finito il 29 settembre del 2002 a Bergamo.

 

Ettore Lomaglio Silvestri

L’Associazione di tipo mafioso – Capitolo Settimoultima modifica: 2005-09-15T13:35:55+02:00da proc.antimafia
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